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sabato 28 gennaio 2012

Aforismi

"La verità è universale, la sua percezione no" -- Detto popolare

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Virtual Sensei. Il Karate si fa tecnologico.

Virtual Sensei, una nuova tecnologia per la mappatura e la parametrizzazione computerizzata delle tecniche di Karate. Tempo fa presentai sul sito questa tecnologia. Oggi ho ripreso il tema ed aggiunto le ultime NEWS.
Alessandro Timmi, un giovane studente universitario, esperto informatico nonchè praticante di Karate ha ideato e messo a punto un sistema di rilevamento computerizzato delle tecniche applicate (da atleti) che, una volta rilevate possono essere utilizzate da un sistema informativo per dare una serie di importanti informazioni come l’energia cinetica (rotazionale e traslazionale) e le velocità dei singoli segmenti articolari e del corpo umano nella sua interezza. Ciò può portare a risultati estrememente utili per la "messa a punto" di atleti, soprattutto di alto profilo, dando informazioni atti a migliorare anche la loro preparazione. Lo strumento può inoltre aiutare gli stessi atleti nel confronto con altri atleti "registrati" per comprendere meglio il proprio stato preparatorio. L'informatica dunque al servizio dello sport. Un plauso all'ideatore di tale tecnologia.

Per maggiori informazioni. Sito web: http://www.virtualsensei.it . Mailbox: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo Per saperne di più sul funzionamento http://www.virtualsensei.it/operating-procedure/

E' stata inoltre rilasciata la versione Lite gratuitamente scaricabile dal sito.
http://www.virtualsensei.it/2011/09/virtual-sensei-lite-released/
Ora chiunque, in tutto il mondo, potrà fare i suoi test, a casa o in palestra, con una spesa minima ( circa 100 euro per l'acquisto del sensore Microsoft Kinect)

 

Intervista ai professori Pennestrì ed Aschieri che hanno seguito i test effettuati sugli atleti FILJKAM con Virtual Sensei.

 

 
Corsi al Heian Dojo 2011

Heian Dojo

ImageI corsi di Karate presso il Club "Heian Dojo" di Basilicanova (Parma) iniziano il 3 ottobre 2011. Per chi fosse interessato pubblichiamo di seguito giorni ed orari.

Gli orari dei corsi saranno i seguenti.

Lunedì :
18.30-19.30 - Principianti e Intermedi sino alla Cintura Verde.
19.30-20.30 - Corso Avanzati.

Mercoledì :
19.00-20.00 - Principianti e Intermedi sino alla Cintura Verde.
20.00-21.00 - Corso Avanzati.

Direttore tecnico ed insegnante: M° Lorenzo Catalano

Per qualsiasi informazione relativa ad iscrizioni potete contattarci al 348-1568037 oppure scriverci al Dojo . 
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Kaisai no Genri

Sensei CatalanoRiprendo un tema a me assai caro e sul quale vengo sovente chiamato in causa. Non volendo dare delle risposte ad personam ho ritenuto utile raccogliere le idee e trasmettere un mio pensiero in merito alla questione del Kaisai no Genri e che possa essere letto da tutti coloro che ritengono importante approfondire certe metodologie di lavoro nel Karate.
Apro un breve inciso per coloro che non conoscono le mie posizioni in merito alle tematiche circa il karate sportivo ed il karate tradizionale. La diatriba tra sportivo e tradizionale è infinita ma se facciamo un viaggio indietro nel tempo e proviamo a svestirci di quella visione "moderna" delle cose, assolutamente differente da come veniva interpretata la pratica delle arti marziali secoli fa, forse capiremmo che bisogna avere l'umiltà di accettare la storia senza porci in modo troppo critico di fronte a quanto detto e scritto dai nostri antichi maestri. Non ho mai voluto intromettermi in certe discussioni o confronti di scuola. Credo fermamente nel fatto che la prima regola sia quella di documentarsi bene prima di esprimere pareri su argomenti importanti per la salute delle arti marziali. Ho conosciuto Maestri che mi hanno non solo insegnato tanto Karate, ma che mi hanno permesso di fare una "lettura retrospettiva" delle arti marziali senza quell'arroganza intellettuale tipica di persone che hanno spesso confuso i propri ruoli all'interno dei loro contesti sportivi con quanto la cultura tradizionale delle ati marziali ci ha invece trasmesso nei secoli. Soltanto la profonda conoscenza delle questioni legate al loro giusto contesto storico possono darci risposte corrette. Coloro che parlano, giudicano o si arrogano il diritto di argomentare senza aver sacrificato tempo e lavoro per conoscere a fondo certe tematiche non meritano considerazione, perlomeno la mia. Questo spiega le mie posizioni, oggi, assolutamente indipendenti e svincolate da qualsivoglia organismo federale in virtu della mia libertà intellettuale che si esprime secondo quanto da me appreso in decenni ormai di lavoro e di studio su certa materia. Materia che non devo sentirmi di condividere con chicchessia solo per apparire migliore agli occhi dei più. Sono sempre le persone a noi vicine che possono essere i veri arbitri del nostro operato, nel bene o nel male.

"Nel 1991, in Giappone, Shihan Toshio Tamano, allievo del grande maestro Seikichi Toguchi (caposcuola Shorei-Kan), pubblicava il testo "Kaisai no Genri" ovvero la teoria del karate. E' il primo ed unico libro a parlare della teoria segreta del kata classico, un insieme di antiche norme codificate trasmesse dal maestro Chojun Miyagi al maestro Toguchi e quindi al maestro Tamano. Il testo ha avuto un enorme successo in Giappone ed ha aperto una nuova era nella storia del karate". (Fonte http://www.shorei-kan.com )

 

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Kaisai no Genri II

leva.jpg

La decodifica del kata alla scoperta del cosiddetto codice nascosto.

Un articolo da leggere e assolutamente indispensabile per chi crede nella continuità del karate tradizionale. Articolo pubblicato sul sito www.shorei-kan.com. Intervista allo Shihan Toshio Tamano. Da leggere.
 

Link all'articolo sul Kaisai No Genri

 
A proposito di tradizionale

BalzarroCapire il nostro passato può forse dissipare la nebbia di cui è avvolto il presente? Come possiamo penetrare anni, secoli di alterazioni storiche e mistificazioni opportunistiche, per risalire alla verità originale? Come setacciamo i fatti di allora per separare la pula dei falsi miti dal biondo grano della più credibile attualità? Come possiamo capire la nostra vicenda culturale così da sapere chi eravamo e quindi chi siamo ora?

Per quanto mi riguarda avevo sempre creduto (anzi ne ero convinto) che quello direttamente portato in Italia nel 1964 dal M. Hiroshi Shirai (neo campione del Giappone nel kumite e nel kata Shotokan targato J.K.A.) fosse karate made Japan e, in quanto tale, a tutti gli effetti quello tradizionale. A distanza di poco meno di mezzo secolo, mi tocca prendere atto che una corrente interna alla Federazione da egli stesso fondata verso la fine degli anni ottanta: la super ortodossa FIKTA (Federazione italiana karate tradizionale e affini), mette in dubbio che lo Shotokan già proposto dal grande Maestro possa considerarsi “Tradizionale”, bensì una sorta di eccellente “studio evolutivo” da egli stesso “firmato”. Intanto, lo Shotokan autenticamente fedele alla tradizione sarebbe quello (e solo quello) praticato dalla J.K.A di Tokio. E’ ovvio che mi guarderò bene dall’entrare nel merito della faccenda salvo, a questo punto, poter affermare di averne viste e sentite veramente tante in questo stravagante mondo marziale. Ciò che invece mi preme fortemente (prendendo spunto da tale curiosa vicenda) è riuscire a ragionare con voi su chi (singolo Maestro o Federazione o associazione o gruppo che dir si voglia), e soprattutto in base a quale parametro “universale”, possa arrogarsi il diritto di dichiarare: ebbene sì, io e solo io, sto praticando l’unico vero del tutto originale “Tradizionale”. 

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BushiDo - La via del guerriero
Sette parole che hanno un immenso significato erano parte del verbo del Bushi, il guerriero, colui che mette la propria vita a disposizione della giustizia.
Queste erano:
(YUKI = CORAGGIO)  
(JIN = UMANITA’)
(GI = CORRETEZZA)
(REI = CIVILTA')
(MAKOTO = ONESTA')
(CHUDGI = LEALTA')

Tutto ciò per introdurre un tema che oggi più che mai affligge
la nostra culturala e la società di cui siamo parte integrante, un "male" del vivere quotidiano come avrebbe detto Cesare Pavese. Parliamo dell'angoscia quotidiana.
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Spalla e Traumi

Lesione della cuffia dei rotatori

Lesione alla cuffia dei rotatori Questo tipo di lesione ha origine solitamente da un'infiammazione dei tendini dovuta ad un uso eccessivo degli stessi, ma può anche avere origine da un evento traumatico, per esempio a seguito di una caduta, specialmente se recidiva.
L'articolazione della spalla è comunque protetta da numerosissime strutture anatomiche stabilizzatrici capitanate dai muscoli e dai tendini che formano la cuffia dei rotatori.

L'apparato legamentoso e muscolare con il passare degli anni può però andare incontro a fenomeni degenerativi e soltanto un'adeguata attività fisica può mantenerlo efficiente nel tempo. Negli eventi traumatici, invece, è il movimento improvviso e violento che eleva la testa dell'omero, con conseguente riduzione dello spazio articolare e lesione della cuffia.

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Il Kumite

kumite.jpgEspressione artistica, arte guerriera o scherma tattica? Contatto o non contatto? Meglio muoversi o rimanere fermi? Pugni o calci? Esiste ancora la distinzione tra tradizionale e sportivo?
Ritengo, obbiettivamente, sia difficile dare una risposta esauriente a tutte queste domande e alle altre mille che, normalmente, ci poniamo nel momento in cui affrontiamo il problema sul tatami sia in veste di docenti che di discenti. Sicuramente il combattimento nelle arti marziali e nelle discipline di combattimento in genere, è arte affascinante e d'effetto e riscuote ovunque attenzione e interesse anche tra i non praticanti. Riuscire a rapportarsi con il compagno di pratica attraverso delle tecniche di braccia e gambe, dimostrare particolare padronanza e abilità conferisce certamente sicurezza e soddisfazione, ma come combattere? Qual è il migliore metodo per riuscire a essere dei bravi kumiteka?

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Intervista al Maestro Sauro Somigli

somigli.jpg

Intervista tratta integralmente dal sito delle Discipline Orientali UISP per gentile concessione.

Per andare a leggere l'articolo originale sul sito della UISP Discipline Orientali clicca QUI.

...Nel corso della storia della Lega Arti Marziali prima e dell’Area Discipline Orientali ora, il M° Sauro Somigli ha collaborato con l’Associazione in vario modo a seconda del proprio percorso di vita. Oggi il M° Somigli è tornato stabilmente in Italia e all’insegnamento a tempo pieno.

...M° Somigli quando e come ha iniziato la sua pratica marziale?
Ho iniziato con il karate nel 1967 a Firenze con il maestro Dino Piccini, non e' stato un amore a prima vista, ero tra coloro che pensavano che il karate spaccasse le tavolette e fosse violento, fui convinto da un maestro di ballo che persi di vista dopo poche lezioni. I corsi non erano molto numerosi, ero il piu' giovane del gruppo e questo contribuiva a farmi sentire impegnato nel frequentare. La pazienza, la passione e l'entusiasmo del maestro Piccini mi facevano sentire "necessario" a quel gruppo. Dopo un paio di anni mi presento' al maestro Shirai che poi ho seguito per 18 anni circa.

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Karate e agonismo
Sin dalle origini delle arti marziali la diffusione del sapere e delle tecniche avveniva sotto forma di trasmissione orale e diretta del pensiero e prevedeva un lungo apprendistato fatto condividere solo a quegli allievi che venivano ritenuti meritevoli per l’impegno ma anche per le qualità umane e morali.
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