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giovedì 24 ottobre 2019

Aforismi

"Ciò che sfugge alla logica è quanto vi è di più prezioso in noi stessi." -- André Gide

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Riflessioni sul 2005 e augurio di buon Natale PDF Stampa E-mail
Siamo giunti alla fine di un 2005, partito con molte incertezze e molte perplessità per buona parte di noi italiani. Le preoccupazioni per un mondo afflitto da guerre, terrorismo, assetti politici assai fragili e poco attenti alle reali necessità di un Paese che sta solo cercando e chiedendo un pò di stabilità, i continui scandali finanziari ed economici che non fanno altro che indebolire la fiducia che la gente comune ripone nelle proprie istituzioni, sono solo pochi esempi di quanto stia accadendo. Situazioni che ledono e compromettono da tempo uno stato sociale che sta sempre più assottigliandosi anzichè dare spessore ad una società in presunta crescita e che invece regredisce giorno dopo giorno.

E' davvero triste dover fare tali considerazioni in un'era dove l'Uomo avrebbe invece dalla sua parte una serie di successi in innumerevoli campi che vanno dalla scienza, alla medicina ed alla tecnologia e tutto questo si riflette in un grande disagio globale. Da una parte troviamo un cammino dove si sono garantite aspettative di vita migliori rispetto al passato. Abbiamo varcato le soglie dello spazio profondo con conquiste inimmaginabili sino a poco tempo fa, sconfiggiamo malattie ritenute inguaribili e mettiamo in comunicazione un pianeta sconfiggendo qualsiasi barriera geografica. D'altra parte restano aperti grandi capitoli come la fame nel mondo, la mancanza d'acqua per intere popolazioni, la non-crescita di paesi destinati a restare poveri e l'incapacità dei paesi più ricchi ed evoluti di lavorare assieme per grandi obiettivi umanitari. Siamo in un'era dove l'umanità è un grande "villaggio globale" tuttavia restano ancora troppi temi scottanti ed insoluti per far sì che questo contesto possa crescere con lo stesso ritmo. E soprattutto stiamo lentamente ma inesorabilmente estinguendo la vita nostra e del pianeta attraverso operazioni utilitaristiche di pochi, incapaci di perseguire la via della lungimiranza, ma solo quella del bieco interesse pecuniario che porta al potere economico e, di riflesso, politico. I danni per inquinamento, la deforestazione, l'estinzione di intere specie animali, lo spreco di materie prime e di energia porterà rapidamente all'eliminazione di quell'animale che, attraverso la presunzione di grande intelligenza, sta seriamente minando la vita e l'equilibrio di un intero pianeta. Questo è l'Uomo e lo scenario che sta creando. Se un'intelligenza extraterrestre dovesse vedere questo scempio fatto con tanta disinvoltura penserebbe che forse siamo troppo stupidi per renderci conto di essere tra le creature universali più fortunate ad avere un pianeta dove la vita si è potuta esprimere così splendidamente. La negazione della vita è pienamente espressa in questa visione delle cose. Peccato che così facendo stiamo arrecando danno a tutto ciò che invece ha sempre progredito sul nostro pianeta senza nuocere agli equilibri altrui. E gli esempi qui si sprecherebbero. Ma allora perchè dovremmo meritarci tanto se riconosciamo coloro che arrecano tanto danno al sistema? Perchè dobbiamo lasciare che l'egoismo di pochi possa minare la stabilità di tutti? Perchè i nostri figli non si rendono conto di tanto malessere e continuano imperterriti a percorrere la via dell'appariscenza e della cecità, accecati da una visione della vita fatta per ingannare e mascherare i principi che invece governano la convivenza, la solidarietà universale e la vera crescita umana? Non esistono risposte o ricette uniche. Si tratta di costruire in comune delle risposte ed ognuno deve fare la sua parte. Questo oggi non accade nelle piccole comunità e non può, quindi, accadere nei grandi gruppi sociali. Stiamo sicuramente attraversando uno dei periodi più bui della nostra storia. Non basta sconfiggere il cancro o andare sulla luna per far star bene i popoli della Terra. I messaggi che i nostri padri o i nostri avi ci hanno lasciato non ricevono ascolto e purtroppo gli uomini non hanno la memoria storica degli errori commessi nel passato. Continuiamo a ripetere gli stessi errori, oggi amplificati dal maggior potenziale distruttivo che ci siamo creati attorno. Gli esempi non servono. Chi riflette sulla condizione umana ha già la risposta. Chi non lo fa va aiutato a farlo. Venendo dunque a noi, dobbiamo porre molta riflessione su quanto facciamo anche nel nostro mondo delle Arti marziali perchè può contribuire ad educare ed indirizzare meglio le coscienze. Per questo in ogni dojo un sensei deve ascoltare e leggere nel cuore delle persone. Per questo deve saper trasmettere le sue esperienze. Per questo un sempai aiuta i kohai a crescere. Per questo il dojo intero è il collettore che unisce e rafforza la parte migliore delle persone. Una simile visione delle cose, estesa, forse risolverebbe molti problemi attorno a noi. Ma anche qui si vede sempre più noncuranza circa i grandi temi della vita ed i messaggi lasciati dai nostri Sensei. Tutto si riduce a mera esercitazione del corpo e pochi ricercano la verità.
Per questo motivo il messaggio augurale che faccio a tutti i praticanti delle arti marziali è quello di imparare ad ascoltare se stessi e coloro che hanno intorno. Ogni uomo ha in sè una storia, ogni uomo saggio ha in sè delle verità. Ognuno di noi deve fare la sua parte, ricordate? Allora dobbiamo partire dal quotidiano, nella vita, al lavoro, con i figli e nel dojo. Spogliamoci dalle nostre presunzioni e vestiamoci con il nostro GI bianco, emblema della modestia. Non siamo i padroni del pianeta e nemmeno della vita di qualcuno. Siamo esseri ospitati dalla Terra per svolgere un compito che a volte ci è sconosciuto ma che va svolto al meglio affinchè chi viene dopo possa progredire e andare avanti. Non dobbiamo pensare di non avere, in pace, un codice di rispetto da onorare. I samurai partirono con nobili intenti anche se poi molti di loro hanno male interpretato, come sempre, il messaggio dei Sensei. Il loro codice aveva una valenza universale. La vera missione non era la guerra ma la pace. Dobbiamo imparare questi messaggi lasciatici. Praticate il Dojo Khun. Non inventatevi visioni di potere ma cercate la verità in voi stessi. A volte la verità è più bella dell'immaginazione. Basta trovarla...! Buon Natale e che il 2006 possa darci più sincerità, modestia e tolleranza. OSU...

Lorenzo Catalano

 
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