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Commento sulla triste vicenda di Tommaso Onofri PDF Stampa E-mail
Poche righe per descrivere quanto si prova di fronte a tanta ingiustificata, stupida ed inumana violenza. Il piccolo Tommaso è stato vittima di una delle manifestazioni più efferate che l'essere umano possa compiere. Non voglio soffermarmi sulla vicenda nei suoi dettagli. Altri lo hanno già fatto e sono parte di organi competenti con conoscenza dei fatti. Analizzo semplicemente quanto occorso e traggo le mie personali conclusioni su quanto sta accadendo ad una intera società vittima e generatrice di tanto male.

La nostra società, dopo secoli di conflitti e violenze, avrebbe, dico AVREBBE dovuto raggiungere uno status in cui la pace fosse parte delle nostre certezze quotidiane. Non è così. Siamo vittime ed artefici di un mondo fatto di violenze inaudite. Tommaso forse è la punta di un iceberg che sta rivelando quanto malanno interiore vi sia tra gli uomini. Ogni giorno incontro persone per strada e sul lavoro e sempre mi domando semmai qualcuna di esse abbia in serbo qualche "progetto squilibrato" per arrecare danno al prossimo. Non ci fidiamo più dei nostri simili e viviamo con la paura, il sospetto. La rettitudine e l'orgoglio di appartenenza ad un genere animale intelligente non esiste più. Tra le persone criminali non vi è nemmeno più il rispetto dovuto per l'essere umano che si colpisce. Se la persona colpita interferisce o reagisce al folle piano dell'aggressore si assiste sempre più ad azioni che portano ad eliminare fisicamente l'aggredito senza pietà alcuna. Un tempo c'era almeno questo codice d'onore primordiale.Tommaso purtroppo non è sopravvissuto al suo naturale istinto di reagire e di piangere perchè strappato dalla mamma e dalla sua famiglia. Quel pianto, di paura, di protesta, di attaccamento alla vita lo ha addirittura condannato. Ormai il rispetto per la vita che madre natura ci ha perfino scritto nel DNA, negli istinti ancestrali, in quel paleo-encefalo di cui siamo tutti dotati è stato estirpato da quella parte di noi che si chiama "sfera razionale" e che avrebbe il compito di elevarci rispetto agli altri animali. Possiamo perfino decidere di vincere con la ragione gli istinti di sopravvivenza di base per evolvere. Sfortunatamente la cosiddetta evoluzione positiva non sempre avviene secondo il disegno naturale e si trasforma in involuzione perniciosa. Ci troviamo così di fronte a quanto assistiamo ogni giorno di più... Chi non possiede equilibrio e stabilità mentale ha la possibilità di emulare quanto fatto o visto fare da altri nelle stesse condizioni e la dicotomia criminale diventa una spirale ingovernabile.
Ed ecco che entrano in gioco per la loro parte i media, la televisione, il cinema ed i mezzi di informazione che non fanno più solo informazione ma penetrano nelle vicende come il bisturi del medico legale e prelevano informazioni che danno in pasto agli uomini che non sempre sanno interpretare i messaggi con distacco e capacità analitica. Quindi la violenza, la morte, la guerra e quanto di peggio si possa fare vengono rivelate con la stessa trasparenza con cui si trasmette una banale notizia di cronaca ricreativa. L'appiattimento delle informazioni che non hanno più una gerarchia di severità influenzano certamente la società che ormai vede vittime di guerra ed omicidi con la stessa indifferenza con cui osserva la pubblicità di un dentifricio. Tutto ciò ha un suo peso nel bilancio di quanto osserviamo e va tenuto in grande considerazione e non banalizzato come fanno molti addetti interessati solo al loro personale interesse economico. Vi è poi la mancanza di regole societarie, la tolleranza che non è più tale ma è diventata lassismo, paura, debolezza. Inoltre l'incapacità dello stato giuridico di applicare le pene più severe che una società democratica deve prevedere, sia pure nel rispetto della vita e senza arrivare ad essere a sua volta società killer, ma dove la pena va assolutamente commisurata con i fatti accaduti e VA applicata. Il carcere a vita, laddove previsto, va applicato. Ed essendo un debito che la società si accolla per redimere un criminale, in cambio si deve prevedere e pretendere uno sdebitamento del colpevole, dunque non con una vita di carcere da nullafacenti, ma con una vita dura, di lavoro, senza pietismi o scusanti. Chi ha commesso crimini deve pagare e deve dijos_trare il proprio impegno per estinguere quanto commesso, al cospetto della società, attraverso il sacrificio e, perchè no, una vita dedicata esclusivamente per ripagare uno Stato che si è comportato in modo giusto ed equo nei suoi confronti dijos_trando grande civiltà. Attenzione, parlo di regole severe già esistenti da far semplicemente rispettare. Del resto chi compie fatti intollerabili e con premeditazione non è un semplice "debole" ma è persona comunque efferata, crudele e senza rispetto per la vita dei propri simili. Ricordiamocelo sempre. Queste persone non meritano pietà anche se un giorno forse avranno un perdono. Ed è qui che critico la nostra società pubblica che non sempre applica la legge per quel che prevede. Se un uomo fa quanto fatto a Tommaso Onofri deve pagare con il carcere a vita e non deve passare mai più una vita libera per il resto dei suoi giorni. Non deve nemmeno intravvedere la luce in fondo al "tunnel" dove vi sia un possibile ritorno all'esistenza in un mondo civile. Facendo un semplice esempio di come spesso vediamo andare le cose, purtroppo per la comunità, chi fa del male non fa questi conti, perchè la giustizia non si è dijos_trata sempre severa per certi crimini anche gravi e quindi la persona delinquente "sa già", in anticipo sui fatti (ed è proprio qui la questione terribile), che qualora catturato, vi saranno attenuanti a suo favore. Una specie di giustificazione a compiere atti criminali o una forma di tutela psicologica a commettere reato? In tal senso, una volta preso, il criminale si manifesta, in modo assai ingannevole e spesso con la complicità dei propri difensori, incapace di intendere e di volere (grande escamottage...inammissibile per tantissimi crimini) e se ne va in clinica psichiatrica e dopo pochi anni si ritrova libero, dijos_trando addirittura il proprio disagio sociale e ricevendo comprensione da molti. Male...molto male...non si può e non si deve accettare che le cose vadano così. Siffatte persone non meriterebbero nemmeno di essere rappresentate da una difesa! Non c'è di che difendersi di fronte a certe evidenze inappellabili. Il reato è dijos_trato e l'applicazione della legge dev'essere immediata e senza deroghe. Questa è giustizia. Questo va fatto a fronte di reati come quello commesso nei confronti di Tommaso Onofri!
Le società antiche, nonostante la loro errata visione della punizione che spesso era più barbara dell'azione criminale da condannare (vd. basso medioevo), avevano però un codice che era quello del rispetto delle pene. Data una pena da scontare questa era irrevocabile. Non entro nel merito del fatto che questo sia o meno legittimo o che le pene fossero realmente commisurate col reato, ma avendo abbracciato una cultura orientale, posso solo affermare che in Giappone, nell'era feudale, il rispetto secondo codice delle leggi era la regola da rispettare e chi si fosse opposto ne avrebbe pagate le conseguenze in modo adeguato. Le leggi c'erano e erano anche giuste considerato il periodo storico di riferimento. La visione moderna del "samurai boia" è una visione anacronistica ed ignorante di quanto invece questi uomini d'onore abbiano fatto nel periodo in cui facevano osservare la legge e mettevano addirittura in gioco la propria vita per proteggere i più deboli. Non vi era pietà per chi uccideva ma solo l'applicazione della giustizia. Questo concetto andrebbe ripreso oggi e senza troppo giustificare o trovare cause che abbiano portato un essere umano a sentirsi arbitro della vita altrui. Bisogna iniziare a pensare che innanzi tutto vi è un atto atroce che va punito senza pietà. La legge deve essere severa proprio per coloro che non vogliono integrarsi in una società di pace e deve tutelare la vita della comunità. La morte di Tommaso deve far riflettere e non deve essere sprecata dagli organi di giustizia che devono applicare la legge senza tollerare pietismi o giustificazione alcuna. Non sia mai che tra pochi anni ci rivediamo in circolazione certi assassini! Sarebbe la sconfitta di un sistema che ha richiesto secoli di evoluzione verso la civiltà. Vorrei poter pensare che lo Stato invece si prenderà cura con severità di tali uomini crudeli e faccia loro pagare una giusta pena tale per cui mai più si possano avere dubbi sul possibile ritorno in società di individui che non meritano di vivere in libertà. Mai più casi come questo...e che si faccia davvero grande giustizia affinchè non succeda più una simile vergogna umana.

Un grande cordoglio per la famiglia Onofri.
Un grande abbraccio a Tommaso che non è più con noi ma che rimane nei nostri cuori.

Lorenzo Catalano

 
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