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giovedì 17 ottobre 2019

Aforismi

"Il momento per colpire è quando se ne presenta la giusta opportunità" -- Sesto Codice del Isshinryu Karatedo

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Stato di coscienza PDF Stampa E-mail
La coscienza nell’ essere umano, oltre a permetterci di comprendere che esistiamo, ha lo scopo di indirizzare le nostre azioni verso un livello spirituale ed umano superiore, qualunque esso sia.
Essa, sa infatti giudicare il valore morale di un comportamento e conseguentemente permette di frenare i più bassi istinti della nostra genia.

Laddove la coscienza è assopita, intorpidita, impigrita, che si tratti di un singolo o di un gruppo, la qualità della vita, di uno scopo, viene gradatamente meno.

Ecco quindi che inverosimilmente la coscienza impigrita, di noi tutti, permette lo scempio degli esami di Dan.
Qualunque significato si voglia attribuire alla parola Dan, se siamo praticanti di Arti Marziali non si può prescindere dal concetto di maturazione, miglioramento, qualità.
Le politiche federali, sempre importanti, non devono depauperare il “miglioramento tecnico e non solo” di atleti che, oggidì, possono presentarsi agli esami di Dan, privi di una adeguata preparazione condizionale e tecnica, ben sapendo che la mera esecuzione mnemonico-motoria sarà sufficiente allo scopo.

Attenzione! Non mi sto riferendo ad una Federazione, Ente od organizzazione, bensì ad uno scenario marziale che nella nostra penisola dilaga da anni, facilitato dal libero associazionismo della legge italiana che, democraticamente, permette a chiunque di fregiarsi di titoli, di emettere diplomi, di giudicare ed ancor peggio di insegnare un arte a degli inconsapevoli neofiti.
Non è necessario fare nomi di docenti federali, di dirigenti o di federazioni, ognuno di noi, nella propria coscienza sa, se quanto da me detto, si applica al suo gruppo di appartenenza o meno.

Non è colpa della federazione, delle commissioni d’esame o del Presidente Federale, la colpa è in tutti noi che permettiamo che questo scempio qualitativo avvenga.

Concorrono alla farsa quegli atleti (ovviamente non tutti) che sanno bene che è sufficiente allenarsi poco prima dell’esame per ottenere comunque l’ambito grado.
Quei docenti che accettano, per convenienza, di candidare allievi preparati approssimativamente, non avendo saputo trasmettere il principio di “miglioramento interiore e qualitativo” nell’ allievo e mettendo così in difficoltà le commissioni d’esame.
Concorrono infine, le commissioni conniventi con la mentalità che bocciare un candidato significa scontentare una società, un docente, che potrebbe poi affiliarsi alla solita Federazione concorrente.

Non prendiamocela neppure con dirigenti e Presidenti, giacchè essi esprimono un consenso della maggioranza, che fino ad oggi non ha evidenziato uno stato di coscienza ben definito sull’ argomento.

Non dimentichiamo infine che quanto sopra è irriverente nei confronti di quegli atleti, dirigenti e docenti che lavorano seriamente con spirito marziale e si trovano inseriti in meccanismi ne qualitativi ne meritocratici.

In altre parole stiamo parlando di una perdita di valori trasmessi che si riflettono anche nel bagaglio tecnico degli atleti.
Non immoliamo al necessario danaro, alla carriera federale, al diploma, alle medaglie il senso qualitativo dell’Arte Marziale.

Con rammarico , ho dovuto notare che il monito di maestri della caratura di F.Balzarro (Diritto di Verità, Samurai ………..), relativamente agli esami di Dan, non ha avuto nessuno seguito sulla rivista che ci rappresenta (Samurai), ne distruttivo ne costruttivo.
Semplice indifferenza di coscienze assopite.

Continuare così e poco serio nei confronti di tutti, troviamo una soluzione decorosa cercando di innalzare la qualità delle nostre cinture nere, forse a scapito di qualche perdita di iscritti a livello federale, ma almeno le nostre coscienze saranno deste e serene, potremmo veramente dire di praticare un Arte Marziale e non un semplice Sport da combattimento votato esclusivamente al business.
Se invece questo articolo non sortirà nessuna reazione, sia nel bene che nel male, allora propongo una soluzione funzionale ai più.
Passati gli anni di decorrenza da un Dan all’altro, pagati i bollettini federali, fatti gli stage obbligatori di aggiornamento, mandiamo direttamente i diplomi a casa dei candidati, così almeno la coscienza sarà salva, si eviteranno ulteriori situazioni scandalose, non vi saranno perdite di tempo e………………tutti saranno accontentati!
 
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