Internet Time
Cerca con Karate.IT
WebKarate.IT
Sito Ufficiale del Karate Italiano

Today's date:

giovedì 24 ottobre 2019

Aforismi

"Tutto ciò che merita di essere fatto, merita di essere fatto bene." -- Philip Stanhope IV conte di Chesterfield

Previsioni meteo
Click per aprire http://www.ilmeteo.it

Scoprire lo Yoga II di Tiziana Concari PDF Stampa E-mail

Parte seconda
Scoprire lo yoga

Le asana.Che cosa sono?

Le asana sono gli esercizi, o meglio,le posture che costituiscono la base di Hata Yoga.
Con i movimenti, la respirazione e il controllo del mentale diamo inizio ad un lavoro su noi stessi che si porterà ad una conoscenza profonda del nostro corpo. Non stanchiamoci mai di ripetere questa semplice formula: la conoscenza conduce al Centro: la nostra vera, immutabile essenza.
Mi piace qui ricordare la mia Maestra che amava ripetere: Yoga non è "fare", noi non "facciamo" i nostri esercizi. Yoga è"sentire", "essere". Io "sono"la mia postura. La pratica ci condurrà a tutto questo, per quanto difficie possa sembrare il concetto.
Non è questa la sede - nè sono qualificata per farlo - per proporre le asana nella loro esecuzione. Esistono per questo le scuole di Yoga dove l'apprendimento"dal vivo", è a mio avviso, indispensabile per iniziare seriamente il cammino; ed esistono magnifici testi di fajos_i maestri che saranno in seguito altrettanto indispensabili per la nostra continua ricerca e il desiderio di conoscenza.
Vi invito solo a mettervi comodi sul vostro ideale tappetino per ascoltare quanto benefiche saranno le nostre asana quando saremo padroni della tecnica per eseguirle, tenendo presente che, come dice Andrè van Lysebeth (1), "l'efficacia di una asana non dipende solo dalla tecnica, ma dalla concentrazione mentale con la quale è eseguita."La postura ha i suoi tempi. Tenere la postura significa permettere che la sua azione raggiunga e coinvolga i nostri organivitali, loscheletro, il mentale.
Ancora A.van Lysebeth ci esorta: "Nello Yoga la lentezza è il segreto di un rapido progresso..."(2).
Ogni asana può avere uno o più obiettivi - vertebre,nervi,ghiandole, cuore, ecc. - portando loro energia e vigore oppure equilibrio e quiete.
Dopo molti anni di pratica Yoga ho apprezzato personalmente in circostanze gravissime che cosa significhi, per esempio, poter contare sulla scioltezza delle membra per uno sforzo fisico gravoso e prolungato nel tempo e il supporto di un mentale che non rompe gli argini, non va in tilt. Questo è lo Yoga applicato al nostro vivere quotidiano, per superare le prove dure della vita e ci fa capire quanta saggezza e quale profonda conoscenza del corpo e dell'essere umano avessero gli antichi yogi.
Da ogni semplice postura fondamentale (come torsione, flessione, estensione, ed alcune altre, che sono relativamente poche) ne derivano MOLTE e complesse; complesse a tal punto che solo gli adepti riescono ad eseguire. A questo proposito James Hewitt (3) scrive: " Nel Gheranda Samhita leggiamo che esistono 8.400.000 asanas descritte da Siva"...e ancora "Le posture sono tante quante sono le cerature viventi nell'Universo."
Non ci spaventi la citazione di Hewitt nè ci scoraggi nell'approccio allo Yoga, anzi, proprio nella sua vastità ognuno può trovare la propria dimensione.
Anche in questo i maestri ci vengono in aiuto: ognuno si applichi entro i propri limiti ed i propri tempi. Il mondo delle Asana è costellato di richiami al regno animale, a quello vegetale ed alla natura nella sua varietà. Per esempio nella loro denominazione abbiamo Simhàsana (Leone), Ustràsana (Cammello), Pakinàsana (Gabbiano), la postura del loto (Padmàsana), l'albero (Virksàsana, la montagna (Tadàsana) e così via in una miriade di profondi riferimenti a tutto il mondo che ci circonda e di cui facciamo parte. Ne porterò ad esempio una sola perchè chi legge possa meglio comprendere.
L'albero (Virkàsana). E' una postura bellissima, non facile ai primi tentativi. Sviluppa il senso dell'equilibrio (fisico e psichico), tonifica l'apparato respiratorio, tonifica il sistema nervoso, massaggia lievemente il cuore.
Esecuzione: siamo in èposizione verticale, piedi uniti, braccia lungo il corpo. Visualizziamo ciò che sarà la nostra postura (come la figura riportata in fondo che è una leggera variante in quanto è in realtà la Garudàsana). Lentamente scarichiamo il peso del corpo sulla gamba sinistra, sulla quale ci sentiamo fermi, ben radicati.Piegando la gamba destra si afferra la caviglia e si appoggia il piede contro il piatto della coscia sinistra. Inspirando lentamente e profondamente ci portiamo le braccia la di sopra della testa con le mani unite. Respirando regolarmente si "tiene" la posizione, immobili e concentrati, per qualche minutoportando l'attenzione sulla gamba tesa, sul piede che regge il corpo e sul respiro centrale. Lentamente si scioglie la posizione e si ripete sull'altro lato.
Significato di questa posizione: " Se guardiamo un albero, notiamo per prima cosa il grosso tronco e la chioma. Che cosa ricordano? L'allineamneto, la verticalità, la solidità. Esiste un equilibrio tra l'espansione dei rami della chioma ed il sistema radicale che scende in profondità..." (4).
"L'importanza fisica e spirituale che l'albero ha avuto per l'umanità dall'inizio dei tempi, viene dijos_trata da numerose leggende legate alle più antiche civiltà..." (5).
I miti riferiti all'albero li troviamogià tra gli antichi Sumeri che parlano dell'albero come di un tempio, di un legame tra cielo e terra..." (6).
Troviamo la sacralità dell'albero nell'antica civiltà cinese come dimora delle anime degli dei.
Anche nei miti dell'Occidente l'albero è simbolico; nei racconti scandinavi, nella civiltà omerica ed in quella cristiana.
In tempi più recenti ho visto personalmente che a volte una famiglia piantava un albero per la nascitadi un figlio o alla memoria di una persona cara. E' una consuetudine di grande significato e certamente viene da molto lontano. Quando siamo in postura ci sentiamo ben radicati sulla terra, solidi, in perfetto equilibrio. Con le braccia protese verso il cielo, verso la luce del sole, siamo un ponte che ci unisce all'Universo.
Chiudo con un pensiero di Iyengar ed un ringraziamento a tutti coloro che hanno avuto la curiosità e la pazienza di leggere queste piccole note. Se vorranno procedere con me in questa entusiasmante scoperta avranno modo di riflettere sull'importanza della respirazione, del rilassamento e del controllo, non coercitivo, sia ben inteso, del nostro mentale.
"Come fa un albero a sapere di fare ombra e che questa ombra è un bene?....Come sapete voi a che altezza vi trovate?....Andate avanti..." (B.K.S.Iyengar)

OM SHANTI
Tiziana Catalano

Melegnano settembre 2003

(1), (2) Imparo lo Yoga di Andrè van Lysebeth - Mursia Editore. 1995.
(3) Yoga di James Hewitt. Editore Cox and Wyman Ltd. - London, Reading and Fakenham. 1963.
(4), (5), (6) Hata Yoga - Il linguaggio nascosto di Swami Sivananda Radha. Edizioni Red. 1993.

 


 
< Prec.
Tutti i diritti riservati. © Karate.It E' vietata ogni forma di copia, estrazione, reimpiego, collegamento ed ogni altro uso non espressamente autorizzato di ogni informazione contenuta in tutte le pagine del sito. Per contattarci:
Tutti i marchi © sono di proprietà dei rispettivi titolari, tutti gli altri contenuti sono © Karate.it.
Questo sito non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità, esclusivamente sulla base della disponibilità del materiale. Pertanto, non è un prodotto editoriale sottoposto alla disciplina di cui all'art. 1, comma III della L. n. 62 del 7.03.2001.  

All rights reserved. © Karate.it. Any copy,extraction,use,link or other activity inherent the proprietary website's information and not authorized is prohibited. Contact: 
All trademarks are © their respective owners, all other content is © Karate.it.
 
Powered by Joomla

Design by © 2004 karate.it
Annuncio Pubblicitario